Bellissima luminosa partenza per il Festival degli Alberi: in Puglia la prima tappa del nostro lungo percorso.
A Conversano abbiamo trovato una grande sinergia e un forte senso di ospitalità: Gianni di bassculture che ci ha invitato e la sua efficiente squadra, il pubblico in piazza Castello, il meraviglioso luogo dove eravamo ospitati, la Masseria dei Monelli, dove abbiamo trovato ulteriori stimoli al nostro progetto.
Un’esperienza molto positiva per noi, che ci ha fatto dono di una grande energia e di importanti conferme al progetto. Abbiamo trovato una positiva apertura e disponibilità nei confronti di un progetto che vuol essere sempre più trasversale e coinvolgente, che mette insieme aspetti poetici e pratiche etiche nella consapevolezza di un’urgenza assoluta di rispetto dell’ambiente, della memoria dei luoghi e dei suoi protagonisti, anche non umani, gli alberi appunto.
Abbiamo avuto modo di parlare con giovani e meno giovani, tutti hanno dimostrato interesse e sensibilità agli argomenti e alle suggestioni che hanno animato il Recital dell’Ulivo.

Sul palco le voci di Marco Solari e Alessandra Vanzi accompagnate dal vivo dalle suggestioni musicali di Mauro D’alessandro, sui paesaggi sonori di Paolo Modugno.

La performance ha dato corpo e voce al tema della festa, La primavera della differenziata, un argomento che ormai è diventato una priorità nei comportamenti e nelle pratiche, e che in Italia ancora stenta ad imporsi, sia per carenza troppo spesso delle istituzioni, sia per la trascuratezza e disinformazione dei cittadini. Del resto se i cittadini non hanno né informazione né strutture non possiamo riversare su di loro (noi) la responsabilità di un malgoverno di questo fondamentale aspetto della vita.
Così nel nostro Recital s’è parlato anche di questo, in chiave poetica o fantascientifica.
Abbiamo anche cercato di sottolineare la bellezza e la grazia, l’importanza economica e vitale di alcune piante, in primis l’ulivo, che segna il paesaggio di tanta parte dell’Italia mediterranea, albero che con la sua lunga vita può raccontare storie di generazioni e generazioni.
Mettendolo a confronto con altre piante, dallo stressatissimo platano di città al piccolo cappero abbarbicato sulle mura…
Una riflessione sull’ambiente in generale, sulle strade sbagliate e difficili da raddrizzare prese da un’economia di rapina e di sfruttamento miope.

Dopo questo evento di lancio del Festival, ora il nostro obiettivo è costruire delle iniziative culturali ancora più radicate nei territori, suscitando narrazioni ed esperienze dirette, creando laboratori partecipativi tra teatro e natura, andando proprio ai piedi degli alberi per ascoltarne le storie…